HORROR & PSICHE
Visto che il momento che stiamo passando, purtroppo, ci permette di avere più tempo a disposizione per leggere (in teoria...), ci sembra giusto invitarvi a prendere in mano un libro, sicuri che l'azione suggerita non causerà ulteriori danni ai vostri ormai compromessi neuroni.
Cogliamo quindi l'occasione al volo per celebrare uno dei più grandi scrittori Pulp del secolo scorso: Ladies and Gentlemen, l'eclettico ROBERT BLOCH, l'autore di "Psycho"!
Vero, infaticlabile artigiano della macchina da scrivere, autore vulcanico e versatile, Robert Bloch ha pubblicato centinaia di racconti e una trentina di romanzi, nonché innumerevoli sceneggiature per radio, televisione e cinema.
Discepolo del maestro H. P. Lovecraft, con cui aveva intessuto una fitta corrispondenza e che è stato il primo ad incoraggiarlo a intraprendere la carriera di scrittore, inizialmente ha esordito proprio nella falsariga del "Solitario di Providence", con racconti di impronta cosmico/orrorifica, per poi affrancarsi, specializzandosi in storie crime e horror più influenzate dai suoi interessi per la psiche che dal soprannaturale.
Non è stato certo il primo scrittore horror ad utilizzare un approccio del genere (già Edgar Allan Poe aveva usato i meandri della mente come sede di indicibili orrori), ma l'uso della psicologia che ne fece il nostro nei tempi moderni è relativamente unico ed influenzerà torme di autori, a cominciare da Stephen King, che non ha mai nascosto i debiti nei confronti di Bloch.
È anche uno dei primi, se non il primo, ad usare famigerati personaggi storici (Jack lo Squartatore in primis) come protagonisti delle sue opere, ampliandone con scaltrezza l'intrinseca "mitologia", e ad inserire con disinvoltura figure storiche reali nella sua fiction.
Insomma, cari amici dei Mutzhi Mambo, non ci sono più scuse: il tempo ce l'avete, quindi leggetevi qualcosa di Bloch e date un senso a questa triste quarantena...
Robert Albert Bloch nasce il 5 aprile del 1917 a Chicago, nell’Illinois, figlio di un cassiere di banca e di un'assistente sociale, entrambi di origine ebraica; a dispetto dell'origine però, gli fanno frequentare la chiesa metodista.
Alle elementari si rivela un vero enfant prodige e salta addirittura delle classi; è un lettore onnivoro e vorace (addirittura gli danno libero accesso alla sezione adulti della biblioteca comunale) ma la sua altra inclinazione, quella per l'arte ed il disegno, verrà compromessa dalla forte miopia di cui soffre.
L’interesse di Bloch nei confronti dell'orrore comincia quando è ancora bambino: ha la pessima idea di andare al cinema da solo a guardare “Il fantasma dell’opera”, con Lon Chaney, e rimane traumatizzato.
Nel 1929, con l'inizio della Grande Depressione, il padre si ritrova per la strada e tutta la famiglia si trasferisce a Milwaukee, dove Robert frequenta la Lincoln High School.
Qui incontra l'amico di lunga data Harold Gauer, l'editore di "The Quill", la rivista letteraria del liceo, che accetta di pubblicare il primo racconto di Bloch, una storia horror intitolata "The Thing"
Alle superiori, Robert si appassiona anche alla recitazione e scrive delle scenette di genere vaudeville, esibendosi anche sul palco della scuola; è in questo periodo che diviene un avido lettore di riviste Pulp e in particolare di “Weird Tales”.
Nel 1933, Bloch spedisce una lettera a H.P. Lovecraft, che pubblica regolarmente racconti sulla sua rivista preferita: tra i due comincia così un rapporto epistolare in cui il grande scrittore si prodigherà in preziosi consigli sulla scrittura per il giovane fan.
Successivamente, Robert inizierà a tenere una fitta corrispondenza anche con altri classici autori horror Pulp, come August Derleth e Clark Ashton Smith.
Nel 1934, appena diplomato, Bloch pubblica il racconto “Lilies” sulla rivista semi-professionale “Marvel Tales”.
Dopo qualche mese, comincia a veder stampati i suoi racconti anche su “Weird Tales”: le sue prime storie sono fortemente influenzate da Lovecraft, tanto che una parte di esse sono direttamente ambientate nell’universo narrativo dei “Miti di Cthulhu”.
Il personaggio del giovane Bloch appare, leggermente camuffato, come Robert Blake nella storia di Lovecraft "The Haunter of the Dark" (1936), che il Solitario dedica allo stesso Robert (il nostro, tra l'altro sarà l'unico a cui Lovecraft dedicherà una storia).
Oddio, a conti fatti è un privilegio un po' macabro: in questa storia infatti Lovecraft fa morire Robert Blake, restituendo una "cortesia" che lo stesso Bloch aveva precedentemente tributato al Maestro, con la sua storia del 1935 "The Shambler from the Stars ", in cui muore una figura a sua volta ispirata a Lovecraft (ma il giovane aveva chiesto preventivamente il permesso al suo mentore).
La morte, quella vera, di Lovecraft segnerà profondamente il nostro, che piano piano sposterà i suoi interessi verso storie di tipo diverso e anche verso la fantascienza.
Continua a collaborare con "Weird Tales", divenendone uno degli autori piu apprezzati, ma inizia a pubblicare anche su altri Pulp magazine, come la rivista di fantascienza "Amazing Stories". Bloch progressivamente amplia lo spettro delle sue tematiche: vudù ("Mother of Serpents"), ironia crudele ("The Canarin's Canaries"), possessione demoniaca ("Fiddler's Fee") e magia nera ("Return to the Sabbat").
La sua prima storia di fantascienza, "Il segreto dell'Osservatorio", viene pubblicata su Amazing Stories nell'agosto del 1938.
Nel 1939, viene contattato da James Doolittle, che sta gestendo la campagna elettorale per la carica di sindaco di Milwaukee del procuratore Carl Zeidler; gli viene chiesto di lavorare ai discorsi, alla pubblicità e alle foto di Zeidler, in collaborazione con l'amico Harold Gauer.
La campagna che progettano sarà veramente spettacolare e innovativa ma il neo eletto sindaco (anche grazie a loro) non si ricorderà nanche di pagargli il dovuto…
Ah,la gratitudine dei politici…
Bloch sposa Marion Ruth Holcombe nel 1940, pare con lo scopo di evitare il servizio militare e partire per il fronte.
Durante il loro matrimonio, Marion si ammala di tubercolosi ossea (inizialmente non diagnosticata), che comprometterà la sua capacità di camminare; nel 1953 si trasferiranno a Weyauwega, la città natale della miglie, in modo da poter essere vicina ad amici e parenti.
Alla fine riesce a ristabilirsi dalla malattia ma comunque lei e Bloch divorzieranno nel 1963; la loro figlia, Sally, nata nel 1943, deciderà di rimanere col padre.
Nell'ottobre del 1941, appare per la prima volta la storia "A Good Knight's Work" nella rivista "Unknown Worlds"; poco dopo, crea un personaggio per la serie umoristica di Damon Runyon, "Lefty Feep", nella storia "Time Wounds All Heels" su "Fantastic Adventures".
Fino al 1950, pubblicherà 23 storie incentrate su questo character
Più o meno nello stesso periodo, inizia a lavorare come copywriter pubblicitario presso l'agenzia di Gustav Marx, incarico che durerà fino al 1953; fortunatamente Marx permette a Bloch di scrivere lesue storie in ufficio durante i tempi morti.
Il nostro lavora pure per un po 'di tempo in teatro di rivista locale, cercando di sfondare come autore di testi per attori famosi.
La graduale evoluzione dello stile del nostro dalle imitazioni lovecraftiane verso uno rconoscibile e personale si può osservare con "Yours Truly, Jack the Ripper", uscita su "Weird Tales", nel luglio '43.
La storia si basa sulle leggende fiorite intorno alla figura di Jack lo Squartatore, anche se è piena di dettagli realistici autentici: il serial killer viene descritto come un essere eterno che deve fare sacrifici umani per mantenere la sua immortalità.
Bloch seguirà questa falsariga occupandsi di figure storiche semi-leggendarie come l'uomo dalla maschera di ferro ("Maschera di ferro", 1944), il Marchese de Sade ("Il teschio del Marchese de Sade", 1945) e Lizzie Borden ("Lizzie Borden prese un'ascia ...", 1946).
Col passare degli anni, l’attività di Robert Bloch virerà anche verso le produzioni radiofoniche, soprattutto come autore di vari generi ma anche come attore.
Questo tipo di attività diverrà per lui sempre più importante ma continuerà comunque a scrivere libri, tanto che nel 1947 pubblica il suo primo romanzo, un thriller intitolato “La sciarpa”.
Negli anni ’50, l’attività di Robert Bloch, pur continuando sia in campo letterario che alla radio, si espanderà ulteriormente nelle produzioni televisive.
L’abilità che ha ormai acquisito nel passare con disinvoltura da un genere all’altro diviene evidente nel 1959, quando vince il prestigioso premio Hugo per il miglior racconto di fantascienza con “Quel treno per l’inferno” e pubblica il capolavoro thriller “Psyco”, che viene premiato con l’Edgar Allan Poe Award.
Questo romanzo gli darà grande fama presso il grande pubblico, grazie soprattutto al celeberrimo adattamento cinematografico diretto da Alfred Hitchcock, anche se il regista inglese non lo coinvolgerà granché nel progetto limitandosi ad usare il suo romanzo come canovaccio.
Scriverà altri due sequel di "Psyco", nel 1984 e nel 1990, che niente hanno a che fare con gli orridi seguiti cinematografici.
Negli anni ’60, l’attività di sceneggiatore diviene prominente per il nostro, che scrive soprattutto per serie televisive, dai thriller come “Alfred Hitchcock presenta” e “L’ora di Hitchcock”, alla fantascienza come tre episodi della serie originale di “Star Trek“.
Scrive anche sceneggiature per vari film, a volte originali e volte basate su suoi racconti.
Nel 1964 si risposa con la vedova Eleanor Alexander, a cui rimarrà legato per il resto della vita.
Tra gli altri suoi romanzi segnaliamo: il giallo "Ballata tragica" (1960); l'horror che ha ispirato "L'incendiaria" di Stephen King, "Il gusto del fuoco" (1961); il thriller "The Couch" (1962); il giallo "L'ultima vittima" (1962); il medical-thriller "The Todd Dossier" (1969); la fantascienza satirica di "Sneak Preview" (1961); il thriller "Il regno della notte" (1972); il morboso "Gotico americano" (1974); l'omaggio a Lovecraft "L'ira di Cthulhu" (1978); il giallo "There is a Serpent in Eden" (1979); l'horror soprannaturale "L'incubo di Lori" (1989); e altri due romanzi collegati al serial killer più famoso della storia, "Jack lo squartatore" ("Night of the Ripper"), del 1984, e "The Jekyll Legacy" del 1991.
Indispensabili anche qualcuna delle sue antologie di Short-stories, perché il nostro è veramente un drago con i racconti brevi: in italiano c'è l'ormai datata "Incubi e miracoli" del 1968.
Le varie attività di Robert Bloch contineranno nei decenni successivi con altri riconoscimenti che sanciranno ancora la sua versatilità, come il "Lifetime Achievement Award" alla prima World Fantasy Convention nel 1975, fino all’ "Honor of Master of Ceremonies" alla prima "World Horror Convention" del 1991.
Nel 1993 esce la sua biografia non autorizzata (anche se la scrive lui stesso…), "Once Around the Bloch".
Robert Bloch muore il 23 settembre del 1994 a Los Angeles, dopo una lunga battaglia contro il cancro.
Chissà se ha ritrovato il suo Maestro, lassù…
Di sicuro sarà fiero di un allievo così in gamba!
Onore a Robert Bloch!
"La porta dell'alberghetto si spalancò ed entrò il Demonio. Era scarno come un morto, e più bianco del sudario in cui di solito giace un cadavere. I suoi occhi erano profondi e scuri come tombe. La sua bocca era più rossa della porta dell'Inferno, e i capelli più neri dei suoi abissi. Vestito come un damerino, era uscito da una carrozza meravigliosa, ma doveva essere sicuramente lui: Satana, il Padre delle Menzogne."
"Il patto del Diavolo"