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UN ALTRO GIORNO ALMENO, il primo video tratto dall'album "Il Male è Dentro" è su YouTube! È giusto ammazzare in nome di Dio (o come vi piaccia chiamarlo)? Una domanda quanto mai attuale, cari amici...

IL PUNK DELLE VACCHE

Le ragazze carine non suonano il punk!
Lo dimostra la trucida TEXACALA JONES, la “regina del cowpunk”, una delle più viscerali interpreti degli anni ’80.
Il cowpunk, cari amici dei Mutzhi Mambo, è uno dei generi da noi più apprezzati: per chi non lo sapesse, è quella variante marcia che mischia il punk rock più fetido con le tematiche dei vaccari.
Nato tra la fine degli anni settanta e l'inizio del decennio successivo, in Inghilterra e in California, il cowpunk (altrimenti detto country-punk) combina l'attitudine e l'energia corrosiva del punk con i classici elementi della tradizione country e Americana, chiaramente ripresi in chiave beffarda e iconoclasta.
Spesso il look e atteggiamenti di questi artisti americani, rimandano a quelli di band punk rock e psychobilly britanniche ma con maggiore enfasi sul lato “cowboy”.

Texacala Jones4Uno dei gruppi che per primi hanno lanciato questo genere, sono stati gli X guidati da John Doe ed Exene Cervenka, già descritti dalla critica come "un amalgama impreciso di rockabilly e punk".
Chiaramente gli X non si possono certo definire cowpunk, o almeno non del tutto...
Altre band e artisti seminali furono i Beat Farmers di Country Dick Montana, i Mekons, i Blasters (ma solo parzialmente), i Green on Red, Jason and the Scorchers, i Blood on the Saddle, Mojo Nixon, le Lazy Cowgirls e, appunto, la mitica Texacala Jones e i suoi Horseheads.
Pioniera e protagonista del cowpunk più violento, crudo e sguaiato, resa celebre per il suo modo di urlare a squarciagola e dall'abitudine di "galoppare" sul palcoscenico, la nostra Texacala è una specie di incrocio fra una Janis Joplin più dissoluta e scollacciata e una Tina Turner ancor più teatrale e provocatoria.
Ha distrutto più camere d'albergo lei di tutti i membri di Motley Crue messi insieme, e con un decimo del loro budget.
Portava il trucco tribale prima di Adam Ant, gli abiti strappati prima di Courtney Love e fino ad oggi rimane l'unica ragazza al mondo con abbastanza palle da poter indossare con disinvoltura ossa di pollo tra i capelli.
È una dea voodoo, una superstar del punk rock, l'ultima vera pin-up fuorilegge e una grande, viscerale cantante blues prestata al rock'n'roll più marcio e sguaiato che vi possa venire in mente.
Texacala ha lasciato la sua impronta (di bourbon) su tutti, dai Los Lobos a Lucinda Williams.
Gruppi diversissimi come i Bottle-Rockets, i Jayhawks, i Whiskey Dicks, gli Antiseen, Reverend Horton Heat, I Supersucker, i Nashville Pussy, Hank III, ma anche i Dogs D'Amour, PJ Harvey, e perfino Madonna (quando andava in giro tutta pizzi, ai tempi di “Like a Virgin”), tutti devono qualcosa all'immortale Texacala, e la sua coraggiosa banda di cazzutissimi Horsehead!
Nonostante il look ultra-punk, la sezione ritmica degli Horseheads, Smog Vomit e Rock Vodka, è stata una delle più inventive del periodo.
Ma comunque bastava Texacala per renderli preziosi…
Non roba per tutti, ma chi ama il rock'n'roll non può che amarli.

Texacala Jones18

Di Linda Jones (così all’anagrafe) non abbiamo quasi dati biografici: sappiamo che dovrebbe essere nata il 2 aprile di un anno imprecisato (dopotutto, chiedere l’età a una signora è scortese…) a Los Angeles, che ha iniziato a 6 anni ad appassionarsi al canto, che ha avuto una relazione col leader dei Gun Club, il cupo Jeffrey Lee Pierce (mai coppia fu meglio assortita...), e che, soprattutto dalla metà degli anni ’80, ha avuto seri problemi con l’alcol e la roba.
Punto.
Di più non è dato sapere; anzi se c’è qualche volenteroso (e meglio informato) caro amico dei Mutzhi Mambo che ci vuole dare qualche dritta, ben venga!
Ma comunque a parlare per Texacala ci sono i suoi dischi e le sue band.
E ciò è assai!
I Tex & The Horseheads esordiscono nel 1982, fondati proprio da Jeffrey Lee Pierce che con loro suona inizialmente la chitarra, su un flexidisc allegato ad una fanzine (“Got Live If You Want It”, una cover di Slim Harpo, uno dei loro pezzi piu belli), in compagnia dei Flesheaters e dei Meat Puppets.
Pierce se ne va con i suoi Gun Club, anche se il suo apporto è fondamentale anche nella promozione del gruppo, e la band rimane formata da Mike Martt, Gregory "Smog" Boaz e David "Rock" Thum.
Gli Horseheads, e soprattutto la Jones, si distinguono per l'appropriazione di elementi estetici e di moda, come croci varie, abbigliamento di pizzo e nylon strappato ecc., da gruppi di deathrock come Burning Image, 45 Grave e Christian Death.
Le loro canzoni trattano temi come sofferenze, infarti, amori perduti, dipendenza da droghe e alcol, fallimenti, povertà e difficoltà finanziarie, tutte tematiche riprese pari pari dal loro stile di vita da barboni, così come dalle lotte reali sostenute dalla nostra Texacala alle prese con l’alcolismo e la scimmia da eroina durante gli anni '80.
Il primo album, “Bemisbrain” (1984), registrato in 3 giorni e con una splendida copertina illustrata da “Mad" Marc Rude, fissa le coordinate del loro sound: rock-blues alla Cream (“Guitar Obsession”), folk-rock sguaiato (“Short Train”), voodoo-rock incandescente e solenne (“Oh Mother”), roventi boogie da saloon (“Clean The Dirt”), e country scalmanato (“Border Town”).
L’ossessivo jingle jangle di sottofondo della chitarra elettrica e il canto allucinato e satanico di Tex creano atmosfere gotiche da sabba che non potrebbero essere più lontane da quelle canoniche del country.

Texacala Jones19Il secondo e ultimo LP, “Life`s So Cool” (1985), prodotto da John Doe degli X, perfeziona il sound mettendo in risalto la propensione per il blues-rock più marcio e ubriaco degli Stones (“Big House”, “Spider And The Peach”, “Ship”).
Un album dal vivo piuttosto lo-fi, intitolato “Tot Ziens; Live in Holland”, viene pubblicato dalla Enigma Records nel 1987.
Durante il periodo d'oro degli Horseheads, Tex appare in alcuni piccoli ruoli cinematografici, tra cui “Border Radio” (1987), con protagonista il frontman dei Flesh Eaters, Chris D., dove la nostra interpreta una baby-sitter sui generis; “Du-Beat-eo” (1984), uno pseudo-documentario sulla scena punk di LA, interpretato da Joan Jett; l’assurdo remake in chiave avant-garde/erotica del “Dr. Caligari” fatto Stephen Sayadian dei Café Flesh nel 1989, in cui la Jones interpreta un paziente psichiatrica.
Tex appare anche nel thriller del 1985, “The Boys Next Door”, di Penelope Spheeris, come membro di una gang di strada.
Fino a quando scompare dalla scena musicale di Los Angeles negli anni '90, Texacala si esibisce con il gruppo cowpunk all-female Screaming Sirens.
Nel 1987 forma i Texorcist insieme a Dave Catchings alla chitarra, Billy Koepke al basso e Louie Dufau alla batteria ma non riesco Ono a pubblicare niente.
Alla fine degli anni '80, Texacala partecipa a una compagnia teatrale di sole donne, le Ringling Sisters, le cui componenti provengono tutte da band di L.A.
Tra i membri del gruppo si segnalano Pleasant Gehman delle Screamin 'Sirens, Iris Berry dei Lame Flames, Debbie Dexter dei Devil Squares, Debbie Patino dei Raszebrae) e Johnette Napolitano delle Concrete Blonde.
Il ruolo di Tex nelle Ringling Sisters è di narratrice e cantante.
Registra un disco solista nel 1998, “Kitty City”, a nome Texacala Jones and Her TJ Hooks, e successivamente si cimenta in un lungo tour con la sua backing band; lavora anche con i Los Platos.
Nel 1994 forma i Burnin 'Bridges insieme all'ex bassista dei Texorcist, Billy Koepke con cui registra 10 canzoni per un disco che doveva essere prodotto da Richie Ramone, ma che non viene mai stampato.
Le registrazioni vengono in seguito pubblicate on-line, fra cui un’apprezzatissima cover di “Would they love him down in Shreveport Today.
Nel 2007 si riformano i Tex And The Horseheads per una serie di spettacoli nell'area di Los Angeles.
Da allora Texacala si stabilisce ad Austin, in Texas, e rimane attiva s uonando e registrando con gli Hey!, con Allen Boatwright alla batteria, Lisa "Lisafer" Phifer al basso, Chelsea Taylor alla chitarra, e Stephen Worley al fiddle.
Che dire, una carriera all’insegna della totale e assoluta coerenza, senza mai un cedimento mainstream.
Una vera carriera punk. Dura e pura.
Speriamo che continui a lungo a suonare e che, magari, faccia una capatina anche dalle nostre parti.
Tanti auguri Texacala!

“Got love if you want it, babe
Got love if you want it, babe
Got love if you want it
Got your love if you want it
Got love it you want it, honey
We can rock, awhile
We can rock, awhile…”
Slim Harpo – I Got Love If You Want It

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